Patent box, i beni esclusi dall’agevolazione

Secondo la Legge di Stabilità 2016 il diritto d’autore, fatta eccezione per il software protetto da copyright, è escluso dalla tassazione agevolata del Patent Box.

Il legislatore ha modificato l’espressione “opere d’ingegno” con “software protetto da copyright” affermando così che il diritto d’autore, fatta eccezione del software, è escluso dall’agevolazione del Patent Box.

Questa precisazione contribuisce a circoscrivere la misura all’ambito aziendale, nell’ottica di essere una misura attrattiva per le aziende, rimandando ad altre e future misure tutte quelle opere di ingegno che grazie alla creatività tipica italiana vengono sviluppate.

Restando in tema di esclusioni, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che sono da escludere le liste dei nominativi che contengono informazioni aggregate ed utilizzabili dalle imprese in chiave di direct marketing.

Mentre definisce e precisa le attività di ricerca e sviluppo oggetto del nexus approach in:

  • ricerca applicata, ideazione e realizzazione del software protetto da copyright;
  • ricerche preventive, test, ricerche di mercato e altri studi e interventi anche finalizzati all’adozione di sistemi anticontraffazione;
  • attività di presentazione, comunicazione e promozione che accrescano il carattere distintivo e/o la rinomanza dei marchi. In particolare, con riferimento a quest’ultimo ambito, la circolare chiarisce che possono ritenersi agevolate le attività pubblicitarie e fieristiche

Nell’ambito delle ricerche preventive sono da ritenersi agevolate:

  • le consulenze propedeutiche alla brevettazione e/o registrazione, quali ricerche di anteriorità, registrabilità o di novità;
  • le due diligence;
  • studi di fattibilità;
  • sistemi di tutela;
  • sistemi di tracciabilità o rintracciabilità.

Patent Box e il software, un’opportunità da non perdere

Le aziende che producono e distribuiscono software per un effetto di concause sono fortemente agevolate nell’applicazione del patent box.

La misura del Patent Box permette, a differenza delle altre misure fiscali approvate con la legge di stabilità del 2016 (quali il super ammortamento o le agevolazioni sulla R&D) di recuperare vantaggi fiscali sugli investimenti già effettuati, quindi di patrimonializzare in sede fiscale investimenti fatti nel tempo, e questo è un primo fattore a favore di un comparto produttivo come quello del software che richiede investimenti importanti prima di poter arrivare a reddito del prodotto realizzato.

Il secondo fattore sta nella formulazione della norma che richiede che il software sia coperto da copyright e quindi per essere tutelato ai fini del Patent Box, non deve essere necessariamente registrato, ma è sufficiente un’autocertificazione sottoscritta dall’azienda, meglio se validata da un esperto terzo, dove si attesta la titolarità dei diritti a titolo originario o derivativo e la sussistenza dei requisiti di originalità e creatività.

Il terzo fattore importante è la gestione del bene immateriale, che raramente viene utilizzato in proprio, ma normalmente viene dato in licenza o ceduto a terzi e quindi ne implica un utilizzo indiretto che non necessita del ruling con l’Agenzia delle Entrate, permettendo quindi l’applicazione direttamente nell’esercizio di presentazione dell’istanza e soprattutto una predicibilità dell’ammontare del beneficio per la durata dell’opzione.

Una corretta analisi per definire il perimetro dell’agevolazione e l’applicazione della stessa, può quindi creare risorse competitive immediatamente fruibili che, unite all’agevolazione sulla R&D, incrementano la capacità innovativa di un settore così fortemente competitivo.

Patent box: importanti novità su marchi e know how

Palazzo Chigi: Patent box attribuibile anche ai redditi prodotti da marchi e brevetti.

Ieri la notizia attesa da tutti gli imprenditori che nei marchi e nel know how industriale hanno costruito il successo della propria azienda; infatti leggiamo da Il Sole 24 Ore Radiocor Plus – Roma, 20 luglio:

‘L’annuncio che il Governo intende continuare ad attribuire il bonus fiscale da patent box anche ai redditi prodotti da marchi e brevetti va accolto con estremo favore perché farà propendere sempre più numerosi gruppi di imprese a gestire i know how industriali in Italia in sostituzione di paesi a più bassa fiscalità”.

Lo ha affermato Gaetano De Vito, presidente di Assoholding, all’apertura di una tavola rotonda a Roma, con imprenditori di riferimento di alcune royalty companies che acquisiscono canoni a fronte dell’utilizzo di brevetti marchi e know how da parte delle società industriali e commerciali di riferimento.

‘Mantenere questa agevolazione fiscale anche sui marchi e’ importante – prosegue De Vito – soprattutto in funzione del collegamento con altri istituti fiscali attivi, come la possibilità di ottenere il trasferimento agevolato di società estere che permettono di riposizionare i proprio gruppo d’imprese scegliendo come hub il paese Italia’

(RADIOCOR) 20-07-16 12:55:14 (0366) 5 NNNN

Il governo ha recepito le indicazioni delle imprese che nel periodo di imposta 2015 hanno aderito alla misura della tassazione agevolata  con circa 4500 istanze presentate di cui: il 36% era riferito ai marchi, il 22% al know how, il 18% in brevetti, il 14% per disegni e modelli ed in ultimo il software con il 10% delle istanze presentate.

Infatti se la misura vuole da una parte, aiutare gli investimenti delle piccole e medie aziende, deve tener conto della bassa percentuale di brevetti che vengono registrati dalle aziende italiane a fronte di marchi forti ed importanti, ed a segreti industriali che, motore dell’innovazione, generano la competitività italiana di questo comparto di aziende.

Inoltre se si vuole continuare ad attrarre le multinazionali, e riportare gli importanti brand del made in Italy in Italia si deve assolutamente percorrere questa strada.

Di fronte ad una concorrenza fiscale agguerrita, a situazioni macroeconomiche estremamente diverse nell’ambito della stessa UE, questi strumenti, come il patent box, il superammortamento e gli incentivi alla R&S, accettati, o meglio tollerati dalla Commissione Europea sono una risposta concreta, ed aiutano a riposizionare le aziende italiane sul mercato globale andando a mitigare gli effetti di queste sperequazioni.

Go to Top