Anche la Svizzera riconosce il Patent Box come una agevolazione fiscale attrattiva ed importante

Il Patent Box entra di diritto tra le più importanti agevolazioni ammesse dal’OCSE per rendere attrattivo fiscalmente il paese che lo adotta.

Questo sancisce di fatto che la Svizzera, la quale ha sempre fatto della competizione fiscale un suo cavallo di battaglia, adotta il Patent box al fine di compensare l’impatto della rinuncia ai regimi fiscali privilegiati per le aziende che operano all’estero e svolgono prevalentemente attività amministrative nella Confederazione Elvetica.

Difatti il Parlamento svizzero ha deciso di rinunciare ai regimi fiscali privilegiati per le società straniere adottando martedì la Riforma III dell’imposizione delle imprese.

Con la Riforma III dell’imposizione delle imprese la Svizzera risolve una lunga vertenza in corso con la Comunità Europea, che chiedeva alla Confederazione di sopprimere gli statuti fiscali speciali concessi dai Cantoni ad aziende holding, società miste e società di gestione, che secondo Bruxelles, erano a sovvenzioni pubbliche .

La presentazione nel 2017 dei BEPS (Base Erosion and Profit Shifting) da parte dell’OCSE ha velocizzato questo processo di revisione dell’imposizione fiscale Svizzera, anche per evitare misure di ritorsione.

La riforma, quindi sopprime dal 2019 i regimi fiscali speciali, di cui ne beneficiavano circa 24.000 imprese straniere, contestati dall’UE e dall’OCSE.

Il gettito fiscale dei Cantoni sarà parzialmente compensata dalla Confederazione.

Per continuare ad essere attrattivi per le imprese straniere i Cantoni faranno ricorso al Patent Box misura contemplata dai BEPS e già da diversi stati europei tra i quali UK, Francia, Spagna, Olanda, Belgio e da poco adottata anche dall’Italia.

Questa forma di tassazione, agevola le aziende attive nella ricerca e sviluppo e/o con un patrimonio di brevetti a portafoglio.

Vista anche l’esperienza positiva del Cantone di Nidvalden che ha attivato il Patent Box fin dal 2011 si ritiene che la perdita di attrazione verso le aziende straniere sarà quasi totalmente neutralizzata da questa agevolazione

Oltre al Patent Box i Cantoni metteranno sul piatto una riduzione delle aliquote d’imposizione sugli utili di tutte le imprese con sede nel loro territorio.

Il Parlamento ha inoltre previsto ulteriori alleggerimenti fiscali per le imprese, le banche e le assicurazioni, che verranno analizzati fuori dalla Riforma III.

Patent box – Metodi per il calcolo del reddito da beni immateriali

I beni immateriali oggetto dell’istanza di Patent box devono generare componenti positivi del reddito. Così ha ribadito la circolare 11/E dell’Agenzia delle Entrate.

Nella medesima circolare l’Agenzia delle Entrate spiega che i metodi da preferire per la determinazione della quota di reddito determinata dal bene immateriale sono:

  • CUP (Comparable Uncontrolled Price Method) ovvero il metodo di confronto del prezzo
  • Profit Split Method ovvero il metodo della ripartizione dei profitti.

Il CUP, nell’ambito del Patent box, confronta il prezzo dei beni e o servizi in una transazione, che deve avere un elevato livello di compatibilità, comprendente le caratteristiche dei beni o servizi, l’analisi funzionale ed in tutte quelle caratteristiche che possono influenzarne le transazioni, quali ad esempio i termini contrattuali, le circostanze economiche e le eventuali strategie aziendali. Il metodo prevede anche che a fronte di una difficoltà nella comparazione del prezzo per differenze di effettuare ragionevoli aggiustamenti contabili, ma non tali da inficiarne l’efficacia.

Profit Split Method, sempre nell’ambito del Patent box è un metodo che richiede di analizzare la ripartizione del reddito tra le due entità quella routinaria e quella residuale determinata dal bene immateriale oggetto del Patent box. Mentre nella sua trattazione in ambito trafer pricing si ha una trattazione tra due soggetti che contribuiscono a generare il reddito. Nel caso specifico del Patent box, viene effettuata solo attraverso una valutazione estremamente analitica di tutti quei fattori che generano profitto.

Questi sono i metodi preferiti dall’Agenzia delle Entrate per la determinazione del reddito da beni immateriali. La loro adozione però non è obbligatoria. Al convegno “Patent Box disciplina sostanziale e aspetti procedurali” organizzato a Torino il 21 marzo 2016 con la partecipazione dell’Agenzia delle Entrate i relatori F. Sardi e G. Sorba della Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate, hanno inequivocabilmente chiarito che: anche gli altri metodi di determinazione dei prezzi di trasferimento contemplati dall’OCSE, così come altre analitiche determinazioni del calcolo reddituale, possono essere accettate dall’Agenzia delle Entrate previa una dettagliata relazione sul metodo e sulle motivazione per cui è stato adottato.

Patent box: è tempo di integrazioni

Istanza di ruling per il Patent Box: tra pochi giorni scadranno i termini per la presentazione della documentazione integrativa per i contribuenti che a dicembre hanno presentato le istanze all’Agenzia delle Entrate.

Vista la mole di documentazione si ricorda a tutte le micro, piccole e medie aziende che non è obbligatorio in fase di presentazione della documentazione integrativa per le istanze di ruling del patent box di dettagliare i metodi e criteri di calcolo del contributo, ma che verranno successivamente definiti in fase di accordo preventivo.

La documentazione, vista anche la notevole mole di dati, va presentata su supporto elettronico e non richiede un eventuale incartamento cartaceo a supporto.

Se nonostante a dicembre si sia optato per il regime di patent box e presentata l’istanza per il 2015, non si riesca a fornire la documentazione integrativa, l’opzione non produce effetti e l’istanza può essere ripresentata nel 2016.

Per quelli che invece hanno presentato l’istanza ma non hanno effettuato l’opzione nei termini previsti, possono presentare tardivamente l’opzione versando la sanzione ridotta.

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