Patent box e le sue tipologie in Europa

Il Patent Box in Europa e le differenze con la norma per la tassazione agevolata in Italia.

Gli studiosi raggruppano le agevolazioni dei redditi derivanti da beni immateriali (Patent Box) adottati dai paesi europei in due grandi gruppi:

  • Il primo atto ad incentivare gli investimenti in ricerca e sviluppo: rientrano in questo gruppo Spagna, Belgio, Olanda, e Gran Bretagna; difatti la norma è focalizzata su brevetti e beni immateriali prodotti dal beneficiario, e non viene applicata per quei beni immateriali acquisiti da terzi.
  • Il secondo invece è orientato ad attrarre il gettito derivante da tali beni immateriali senza essere legati ad alcun parametro relativo all’attività di R&D: in questo gruppo rientrano Cipro, Ungheria, Malta, Kanton Nidwalden (CH).

La norma italiana introdotta dalla L.190/2014 all’art.1 (commi da 37 a 45) e successive modificazioni introdotte dal Dl 3/2015 art.5 – che ha recepito le indicazioni dell’OCSE ‘‘Action 5: Countering Harmful Tax Practices More Effectively, Taking into Account Transparency and Substance’’ inserendo il concetto di Substantial activity attraverso il Nexus approach e il relativo coefficiente correttivo per la determinazione del reddito agevolabile – in realtà pone la misura italiana al di fuori di questa suddivisione generalista dei modelli, ma si adatta assolutamente al sistema economico italiano.

Patent Box: i workshop organizzati da SIC

Nell’ottica di informare le aziende la nostra società organizza periodicamente dei workshop o tavoli di lavoro sul Patent Box.

Nell’ambito di questi incontri vengono esaminate approfonditamente tutte le tematiche inerenti alle varie attività che la agevolazione richiede.

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L’aspetto funzionale viene mediato tra la giurisprudenza industriale, che viene approfondita con focus mirati, e l’operatività del bene immateriale e nella sua gestione complessiva.

Iniziando da un’analisi del contesto normativo e dell’impatto in termini fiscali e operativi dell’agevolazione, ci si focalizza sui beni immateriali oggetto del patent box con una particolare attenzione al know how o segreto industriale che tutte le aziende manifatturiere posseggono, ma che del quale non sempre se ne misura il valore competitivo.

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L’importanza della gestione dei beni immateriali viene evidenziata sia con informazioni sull’utilizzo della misura, sia approfondendo le attività di corretta gestione della proprietà intellettuale  e dei beni immateriali nel loro contesto.

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Nel rispetto della norma, in questi incontri,  si illustra come inquadrare  l’attività di R&D, di gestione e di incremento  applicate al bene immateriale al fine di attenersi alla “Substantial activity“ richiesta obbligatoriamente dall’OCSE.

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Si continua con la spiegazione della agevolazione, come si calcola il “Nexus approach“ e come vengono rilevati i redditi prodotti dal bene immateriale.

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A seguire vengono fornite alcune informazioni sull’attività da svolgere per rilevare i costi e i redditi generati dai beni immateriali oggetto della misura.

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L’incontro continua con una panoramica sulla operatività dell’agevolazione indicando come presentare l’istanza, realizzare la documentazione a corredo e informando i presenti sul tax ruling, quando necessario, e che cosa comporta.

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Al termine dell’incontro i partecipanti avranno ricevuto una informazione chiara e dettagliata sulla potenzialità della norma e la sua attuazione nell’ambito del loro contesto aziendale.

Agevolazioni fiscali: come valorizzare il patrimonio aziendale

Quali beni immateriali occorrono per ottenere agevolazioni fiscali (come il Patent Box) per detrarre la quota del reddito da proprio prodotto?

Know How aziendale, segreti industriali, marchi, modelli di design, brevetti e software sono valori e patrimonio aziendale che hanno richiesto investimenti e tante ore sacrificate sull’altare del lavoro. Questi beni immateriali oggi concorrono alle agevolazioni fiscali che permette di detrarre una quota del reddito da loro prodotto.

Attraverso la legge detta “Patent Box” le aziende possono detrarre il 50% del reddito prodotto dai beni immateriali sia usati direttamente che dati in concessione. Inoltre, la plusvalenza dalla cessione di questi beni viene detassata al 100%  se l’azienda reinveste almeno il 90% del valore della plusvalenza entro 2 anni dalla cessione.

A differenza di tutte le altre agevolazioni fiscali, questa va incidere su costi già effettuati e sul patrimonio di immateriali presente in tutte le aziende. Non richiede un esborso di liquidità, anzi genera un risparmio fiscale che non richiede partecipazioni a bandi con copertura limitata, ma agisce direttamente sulle imposte dovute dall’azienda.

Qualifica i beni immateriali aziendali per la sua corretta valorizzazione, e questo a vantaggio della valutazione complessiva dell’azienda sia in caso di cessione che in quello molto più utilizzato di accesso al credito.

Un’agevolazione strutturale che, oltre ad essere compatibile con tutte le altre misure quali il super ammortamento al 140%,  l’iper ammortamento al 250% o il credito d’imposta sulla R&D, ha un impatto pluriennale per i prossimi 5 anni, e può essere rinnovata.

Tutto questo verrà illustrato nel convegno di giovedì 16 novembre 2016 denominato “Patent Box: una rilevante opportunità per la competitività” presso il CONFAPI Varese.

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