Patent Box – Penalty Protection per tutte le imprese

Rivoluzione a favore delle imprese per l’accesso alla misura agevolativa.

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta ad interpello n. 400 del 24 settembre 2020 ha sostanzialmente esteso il beneficio della penalty protection (ovvero la non applicabilità delle sanzioni condizionata alla creazione di un dossier contenente gli obblighi documentali di legge) a tutte le imprese che optino per l’applicazione del Patent Box indifferentemente: sia dall’IP oggetto di agevolazione (brevetti, software, Know-how) che dalla modalità di sfruttamento del medesimo (diretta, indiretta, intragruppo).

Grazie a questa interpretazione dell’Agenzia delle Entrate tutte le imprese prima escluse dalla misura premiale della penalty protection possono ora fruirne pienamente, con grande vantaggio in particolare per le imprese che intendono optare per il Patent Box con utilizzo indiretto: ad esempio le software house che concedono in licenza ai clienti i propri software applicativi.

Interpello Patent Box 400/2020

Patent Box: accesso semplificato ai benefici 

Il Decreto Crescita (Art. 4 – DL 34/2019) ha portato una vera e propria rivoluzione nell’ambito applicativo del Patent Box.

L’intervento legislativo prevede una procedura di accesso più veloce, snella e sicura ai benefici fiscali derivanti dall’utilizzo in via diretta delle Intellectual Properties (IP) aziendali, quali Brevetti, Know-how e Software.

In sintesi la riforma prevede:

  1. La procedura, alternativa al Tax Ruling obbligatorio, consistente nell’auto-determinazione ed auto-liquidazione del reddito agevolato da Patent Box, esercitabile tramite opzione e fondata sulla “idonea documentazione”, ovvero un “Dossier Patent Box” che l’azienda dovrà predisporre internamente e conservare in caso di richiesta di esibizione da parte dell’Agenzia delle Entrate. La nuova procedura è liberamente attuabile da tutte le aziende che intendono avvalersi dei benefici del Patent Box diretto, anche da quelle che hanno presentato in passato l’istanza di Tax Ruling (c.d. “accordo preventivo”, all’epoca obbligatorio), purché non ancora perfezionato.
  2. In caso di verifica tributaria che porti ad una rettifica del reddito agevolato da Patent Box l’Agenzia delle Entrate non applicherà alcuna sanzione al maggior reddito accertato qualora l’azienda consegni all’amministrazione finanziaria l’adeguata documentazione predisposta – il “Dossier Patent Box” – ed utilizzata per la auto-determinazione del reddito agevolabile. Questa importante innovazione legislativa prevede una vera e propria “Penalty Protection” a favore di quelle aziende che fruiranno dei benefici di legge  in modo trasparente, leale  e conforme alle norme ed allo spirito della legge.

Per la concreta attuazione delle riforma il legislatore ha demandato all’Agenzia delle Entrate l’emanazione di uno specifico provvedimento operativo,  che il Direttore dell’Agenzia ha prontamente predisposto e reso pubblico in data 30 luglio 2019.

Il provvedimento direttoriale e ed i dettagli applicativi della riforma saranno oggetto di specifico approfondimento nei prossimi articoli.

La Ferrari chiude il Patent Box con l’Agenzia delle Entrate

Il cavallino rampante di Maranello ha siglato con l’Agenzia delle Entrate l’accordo preventivo per accedere al regime di tassazione agevolata previsto dal Patent Box. Lo rende noto la società, precisando che il Patent Box in Italia prevede un regime agevolato per un periodo di cinque anni dal 2015 al 2019. Il beneficio fiscale stimato per il triennio 2015-2017 ammonta a circa 139 milioni di Euro e sarà interamente riportato nei risultati del terzo trimestre 2018 del gruppo, come rettifica sulle imposte sul reddito per gli anni precedenti. I vantaggi fiscali per il 2018 e il 2019 (stimati in ulteriori 90 milioni di Euro) saranno accertati ed inseriti nel bilancio del gruppo dei rispettivi esercizi finanziari.

Il Sole 24 Ore riporta inoltre che il titolo in esito alla diffusione della notizia ha realizzato un guadagno di borsa del +2,6%.

https://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2018-09-12/borse-positive-piazza-affari-debole-le-banche-spread-risalita-085548.shtml?uuid=AEgMazqF

I numeri del patent box 2015/2016

Durante il question time è stato fornito dal Mef il dettaglio dei dati riguardo il biennio 2015/2016, quando l‘opzione andava esercitata telematicamente a differenza di ciò che succederà dal 2017 dove verrà esercitata in fase di dichiarazione dei redditi.

Dai dati risulta che marchi d’impresa sono i maggiori beneficiari del patent box. Nel periodo 2015/2016 sono state 2.778 le istanze di agevolazione per i marchi, il 40% del totale.

Gli altri due intangibili per i quali le imprese sono state particolarmente attive nel chiedere l’accesso al patent box sono i brevetti e il know how che si posizionano poco al di sotto del 20 per cento. Fanalini di coda, con l’11%, brevetti e disegni e modelli.

I numeri  (fonte il sole 24 ore)

Anno 2015 Anno 2016 Istanze totali 2015/2016
Valori assoluti Valori % Valori assoluti Valori % Valori assoluti Valori %
Software 304 8,23 485 14,85 789 11,33
Brevetti 687 18,59 572 17,52 1.259 18,09
Marchi 1.518 41,07 1.260 38,59 2.778 39,91
Disegni e modelli 445 12,04 329 10,08 774 11,12
Know how 742 20,07 619 18,96 1.361 19,55
Totale * 3.696 3.265 6.961 100
(*) Il totale è superiore alle istanze dell’anno perché nella stessa istanza si possono indicare più categorie di beni immateriali

 

Al 31 dicembre 2015 risultavano presentate 4.473 domande, 63 sono state rigettate perché prive dei requisiti richiesti. Nel corso dell’istruttoria ne sono “decadute” 2.523 per mancata presentazione della documentazione richiesta. Le istanze ammesse per il primo anno alla fine sono state il 42% e cioè 1.887.

Nel 2016 il numero di istanze ammesse e non decadute è pari a 1.819; tutto sommato un dato di tenuta sull’applicazione della misura.

L’opzione che ha una durata quinquennale ci faceva preventivare che la maggior parte delle domande si concentrasse nel primo anno, cosa che non è successa per il fatto che alla data di presentazione dell’opzione, l’Agenzia delle Entrate non aveva ancora emesso le circolari esplicative che datano infatti il 7/04/2016 e quindi le aziende hanno preferito attendere per approfondire

Dei beni immateriali opzionabili l’unico ad aver registrato nel 2016 un aumento rispetto all’anno precedente è il software passato da 304 a 485 domande.

Patent box e le sue tipologie in Europa

Il Patent Box in Europa e le differenze con la norma per la tassazione agevolata in Italia.

Gli studiosi raggruppano le agevolazioni dei redditi derivanti da beni immateriali (Patent Box) adottati dai paesi europei in due grandi gruppi:

  • Il primo atto ad incentivare gli investimenti in ricerca e sviluppo: rientrano in questo gruppo Spagna, Belgio, Olanda, e Gran Bretagna; difatti la norma è focalizzata su brevetti e beni immateriali prodotti dal beneficiario, e non viene applicata per quei beni immateriali acquisiti da terzi.
  • Il secondo invece è orientato ad attrarre il gettito derivante da tali beni immateriali senza essere legati ad alcun parametro relativo all’attività di R&D: in questo gruppo rientrano Cipro, Ungheria, Malta, Kanton Nidwalden (CH).

La norma italiana introdotta dalla L.190/2014 all’art.1 (commi da 37 a 45) e successive modificazioni introdotte dal Dl 3/2015 art.5 – che ha recepito le indicazioni dell’OCSE ‘‘Action 5: Countering Harmful Tax Practices More Effectively, Taking into Account Transparency and Substance’’ inserendo il concetto di Substantial activity attraverso il Nexus approach e il relativo coefficiente correttivo per la determinazione del reddito agevolabile – in realtà pone la misura italiana al di fuori di questa suddivisione generalista dei modelli, ma si adatta assolutamente al sistema economico italiano.

Agevolazioni fiscali: come valorizzare il patrimonio aziendale

Quali beni immateriali occorrono per ottenere agevolazioni fiscali (come il Patent Box) per detrarre la quota del reddito da proprio prodotto?

Know How aziendale, segreti industriali, marchi, modelli di design, brevetti e software sono valori e patrimonio aziendale che hanno richiesto investimenti e tante ore sacrificate sull’altare del lavoro. Questi beni immateriali oggi concorrono alle agevolazioni fiscali che permette di detrarre una quota del reddito da loro prodotto.

Attraverso la legge detta “Patent Box” le aziende possono detrarre il 50% del reddito prodotto dai beni immateriali sia usati direttamente che dati in concessione. Inoltre, la plusvalenza dalla cessione di questi beni viene detassata al 100%  se l’azienda reinveste almeno il 90% del valore della plusvalenza entro 2 anni dalla cessione.

A differenza di tutte le altre agevolazioni fiscali, questa va incidere su costi già effettuati e sul patrimonio di immateriali presente in tutte le aziende. Non richiede un esborso di liquidità, anzi genera un risparmio fiscale che non richiede partecipazioni a bandi con copertura limitata, ma agisce direttamente sulle imposte dovute dall’azienda.

Qualifica i beni immateriali aziendali per la sua corretta valorizzazione, e questo a vantaggio della valutazione complessiva dell’azienda sia in caso di cessione che in quello molto più utilizzato di accesso al credito.

Un’agevolazione strutturale che, oltre ad essere compatibile con tutte le altre misure quali il super ammortamento al 140%,  l’iper ammortamento al 250% o il credito d’imposta sulla R&D, ha un impatto pluriennale per i prossimi 5 anni, e può essere rinnovata.

Tutto questo verrà illustrato nel convegno di giovedì 16 novembre 2016 denominato “Patent Box: una rilevante opportunità per la competitività” presso il CONFAPI Varese.

Patent Box: misura strutturale per la competitività aziendale

Il governo cancella le agevolazioni a pioggia per favorire quelle dedicate alle attività aziendali, come ad esempio il Patent Box.

In tutte le sue interviste, il ministro allo sviluppo economico Carlo Calenda afferma che la scelta del governo per rilanciare l’economia passa esclusivamente dai fattori di innovazione, di investimento e attrattività per le aziende che investono o hanno un background tecnologico competitivo.

In quest’ottica il governo ha cancellato ogni agevolazione a pioggia concentrandosi su agevolazioni che automaticamente ed in funzione delle attività dell’azienda possono essere erogate.

Di qui il superammortamento al 140%, l’iperammortamento al 250%, il credito d’imposta per le attività di R&D e il patent box per chi ha beni immateriali quali brevetti, marchi, know-how, software etc…  che valorizzano la propria azienda.

Queste scelte economiche sono il frutto di un’analisi internazionale sulla competitività, sono state riprese anche da Christian Vitta, Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle Finanze ed Economia del Canton Ticino, nell’ambito della  tradizionale Giornata dell’Innovazione svoltasi in Ticino, affermando che le opportunità per permettere al Ticino di restare un territorio attrattivo sono: imporre solo parzialmente i proventi da brevetti (patent box), una maggiore deduzione per le spese di R&D e una defiscalizzazione degli investimenti.

Diventa quindi di fondamentale importanza per le aziende non tralasciare queste opportunità competitive, visto anche lo scenario internazionale.

Eventi SIC – Patent box: un’opportunità per la competitività aziendale

AGGIORNAMENTO
L’incontro è stato rimandato a mercoledì 16 novembre 2016

Patent box: una rilevante opportunità per la competitività aziendale

Le agevolazioni fiscali consistenti nella detassazione dei “margini economici” ottenuti dallo sfruttamento dei propri beni immateriali.

Giovedì 27 Ottobre 2016, ore  17,00
Varese, Confapi, viale Milano, 16

Ingresso gratuito

Incontro organizzato da Confapi Varese in collaborazione con SIC – Società Italiana di Consulenza

Aggiungi al calendario
Per saperne di più

Programma

Il Patent Box in Italia

  • Origini del Patent Box nel contesto internazionale
  • Quadro normativo interno di riferimento
  • A chi si rivolge
  • Descrizione dell’agevolazione e come si esercita
  • Calcolo del reddito detassabile e condizioni per accedere

Profili giuridici delle Intellectual Properties

  • I diritti di proprietà intellettuale ed industriale oggetto dell’agevolazione secondo la normativa Italiana

Analisi dei beni immateriali

  • Brevetti, marchi, know-how, software, modelli di design
  • Selezione dei beni utilizzabili in ambito Patent Box
  • Vincoli di complementarietà

Organizzazione e realizzazione box

  • Organizzazione dei beni immateriali
  • Rilevazione spese R&D (Nexus Approach)
  • Implementazione di un sistema di Tracking&Tracing
  • Identificazione delle quote di ricavo da assets immateriali
  • Analisi dei coefficienti

Implicazioni Gestionali

  • Organizzative
  • Operative

Analisi fiscale

  • Transfer Pricing: linee guida OCSE
  • La procedura di TaxRuling

Vantaggi

  • Vantaggi diretti
    • Detassazione del reddito d’esercizio
    • Detassazione delle plusvalenze
  • Vantaggi indiretti
    • Certezza del valore dei beni immateriali
    • Corretta patrimonializzazione e valutazione aziendale
    • Maggior accesso al credito
    • Parametri definiti per il trasferimento tecnologico

Relatori

Claudio Brugnoni
Innovation and Technology Transfer manager
Esperto per la gestione dei progetti ricerca e/o innovazione. Valutatore di progetti di ricerca e/o innovazione accreditato presso albi regionali, nazionali europei. Esperto per  la valorizzazione della proprietà intellettuale e report sul grado di innovazione.

Gian Franco Colomba
Dirigente industriale
Responsabile della S.I.C. Srl, Società specializzata in consulenza multidisciplinare per l’ottimizzazione dei processi di gestione e strategie aziendali in ambito di organizzazione, agevolazioni fiscali e del credito.

Loredana Gagliasso
Avvocato del Foro di Torino
Socia studio legale Vietti e Associati
Specialista diritto industriale e d’impresa

Paolo Testa
Dottore Commercialista
Revisore Contabile
Consulente Tecnico del Tribunale di Torino

Patent box: una rilevante opportunità per la competitività aziendale
Varese, giovedì 27 Ottobre 2016, ore 17,00

confapi

Confapi Varese
Associazione Piccole e Medie Industrie della Provincia di Varese

viale Milano, 16, 21100 Varese
Tel. 0332 830200 – Fax 0332 830900
info@api.varese.it – www.api.varese.it

Patent box, i beni esclusi dall’agevolazione

Secondo la Legge di Stabilità 2016 il diritto d’autore, fatta eccezione per il software protetto da copyright, è escluso dalla tassazione agevolata del Patent Box.

Il legislatore ha modificato l’espressione “opere d’ingegno” con “software protetto da copyright” affermando così che il diritto d’autore, fatta eccezione del software, è escluso dall’agevolazione del Patent Box.

Questa precisazione contribuisce a circoscrivere la misura all’ambito aziendale, nell’ottica di essere una misura attrattiva per le aziende, rimandando ad altre e future misure tutte quelle opere di ingegno che grazie alla creatività tipica italiana vengono sviluppate.

Restando in tema di esclusioni, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che sono da escludere le liste dei nominativi che contengono informazioni aggregate ed utilizzabili dalle imprese in chiave di direct marketing.

Mentre definisce e precisa le attività di ricerca e sviluppo oggetto del nexus approach in:

  • ricerca applicata, ideazione e realizzazione del software protetto da copyright;
  • ricerche preventive, test, ricerche di mercato e altri studi e interventi anche finalizzati all’adozione di sistemi anticontraffazione;
  • attività di presentazione, comunicazione e promozione che accrescano il carattere distintivo e/o la rinomanza dei marchi. In particolare, con riferimento a quest’ultimo ambito, la circolare chiarisce che possono ritenersi agevolate le attività pubblicitarie e fieristiche

Nell’ambito delle ricerche preventive sono da ritenersi agevolate:

  • le consulenze propedeutiche alla brevettazione e/o registrazione, quali ricerche di anteriorità, registrabilità o di novità;
  • le due diligence;
  • studi di fattibilità;
  • sistemi di tutela;
  • sistemi di tracciabilità o rintracciabilità.

Patent box, nuova risoluzione delle Entrate in merito ai marchi

La  nuova risoluzione 81/E dell’Agenzia delle Entrate in merito ai Marchi in ambito patent box.

I marchi d’impresa sono tra i beni immateriali che rientrano nel regime fiscale agevolato ottenuti dallo sfruttamento dei propri beni immateriali e opere di ingegno. Questa è una caratteristica del patent box italiano, e non è presente in regimi di altri paesi.

Nei giorni scorsi l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che il mancato perfezionamento della registrazione del marchio, causato dai procedimenti di opposizione promossi da entità terze, non compromette la validità delle domande di registrazione, italiane e comunitarie, presentate per l’ammissione al regime di tassazione agevolata previsto dal Patent Box.

Con la risoluzione n. 81/E l’Agenzia delle Entrate si allinea alle disposizioni attuative emanate con il decreto del Ministro dello Sviluppo Economico, che, oltre a definire ed elencare i beni immateriali che consentono di fruire del regime opzionale di tassazione agevolata, prevede espressamente l’accessibilità anche ai “marchi d’impresa, ivi inclusi i marchi collettivi, siano essi registrati o in corso di registrazione”.

La registrazione non ultimata, o ancora in corso, del marchio, non preclude l’avvio delle procedure per l’ammissibilità al Patent Box, a condizione che il richiedente esibisca le ricevute rilasciate dagli uffici competenti con la relativa documentazione che attesta l’avvenuto deposito della domanda di registrazione del marchio.

Nel link seguente il parere dell’Agenzia delle Entrate al quesito di una azienda in merito.

https://it.wikipedia.org/wiki/File:Logo_2_Agenzia_Entrate.svg
vedi note di Copyright

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